Non è la simpatia. Non è la fortuna. Non è nemmeno la quantità di cose che si dicono.
È qualcosa che ha a che fare con il modo in cui le parole vengono usate.
Con l’energia che c’è dietro. Con il livello da cui quella persona parla.
Oggi siamo circondati di parole. Messaggi, video, commenti, notifiche.
Un rumore continuo che non smette mai.
Eppure le persone si sentono più sole di prima. Le amicizie durano meno.
I rapporti di lavoro sono fragili. Le relazioni faticano a reggere il tempo.
Quattrocento anni fa, un uomo di nome Giordano Bruno studiava qualcosa che oggi la scienza ha dimostrato essere vero: le parole non servono solo a trasmettere informazioni.
Pensala così: quando un medico aggiunge due sostanze insieme, nasce qualcosa di completamente nuovo.
Le parole funzionano allo stesso modo.
E la scienza oggi lo conferma: le parole che usiamo, il tono con cui parliamo, il modo in cui ci poniamo, producono reazioni fisiche reali nel cervello di chi ci ascolta. Ormoni che creano fiducia. Sostanze che aprono o chiudono le persone. Segnali che decidono, in pochi secondi, se qualcuno vuole stare con te o andare altrove.
Questo non è pensiero magico.
È quello che succede ogni giorno, in ogni conversazione, che tu ne sia consapevole o no.
La domanda è: vuoi continuare a lasciarlo al caso, oppure vuoi imparare a usare questo potere con intenzione?
Siamo negli anni Venti. Un giovane di nome Enzo Ferrari va dall’ingegnere Vittorio Jano, all’Alfa Romeo, e gli racconta qualcosa che non esiste ancora. Non ha disegni. Non ha numeri. Non ha prove.
Ha solo le parole. E le usa in modo così preciso, così pieno di visione, che Jano riesce a vedere con i suoi occhi qualcosa che ancora non c’è. Da quella conversazione nasce una delle pagine più belle della storia delle corse automobilistiche.
Ferrari non ha convinto Jano con argomenti. Gli ha fatto sentire di essere parte di qualcosa di grande. E Jano ha detto sì, non perché fosse stato persuaso, ma perché si era sentito elevato.
Questa è la “vendita” di cui parla questo evento.
Non si tratta di convincere qualcuno a comprare qualcosa. Si tratta di saper creare, con le tue parole e con la tua presenza, uno spazio in cui le persone vogliono stare.
Firenze, quattrocento anni fa.
Un uomo che non dipingeva, non scolpiva, non scriveva musica. Eppure Michelangelo viveva in casa sua. Leonardo lo cercava. I più grandi ingegni dell’epoca gravitavano intorno a lui come se non potessero farne a meno.
Quell’uomo era Lorenzo de’ Medici, il Magnifico.
Come ci riusciva? Non con il denaro soltanto, e non con il potere. Lorenzo sapeva fare una cosa che pochissime persone sanno fare: quando parlava con qualcuno, quell’altro si sentiva più grande. Si vedeva capace di cose che da solo non aveva il coraggio di immaginare.
Lorenzo elevava le persone. E le persone, sentendosi elevate, gli erano fedeli. Lo seguivano. Lo sostenevano.
Usava l’arte, la politica, la cultura come strumenti di un disegno più grande. E al centro di tutto c’era sempre la sua capacità di far sentire le persone parte di qualcosa che valeva la pena vivere.
La parola costruisce la tua visione.
Ma costruisce anche le persone che quella visione la realizzeranno con te.
Questo è il cuore di tutto quello che faremo a Firenze.
Il nome dell’evento non è stato scelto per caso: risponde alla Frequenza 69, che nella Numerologia Antica indica un momento di svolta verso l’alto. Un salto. Un passaggio da come sei adesso a qualcosa di più.
Chi trova questo equilibrio smette di inseguire le persone e inizia ad attirarle. Smette di faticare per farsi ascoltare e diventa qualcuno che le persone cercano.
Firenze è stata scelta perché non è una città qualsiasi. È il luogo in cui, secoli fa, le parole si sono fatte arte, l’arte si è fatta bellezza, e la bellezza ha cambiato il mondo. Ogni angolo di quella città porta ancora quella carica.
L’evento si terrà in un teatro nel cuore di Firenze, progettato dall’architetto Marco Casamonti. Una bomboniera di bellezza e di magia. Non è solo un posto bello dove stare, un posto che amplifica quello che senti dentro.
E questo, in una giornata come questa, conta moltissimo.
Non tornerai a casa con un manuale. Non avrai uno schema da seguire o una lista di frasi da usare.
Quello che cambia è più semplice e più profondo allo stesso tempo.
Cambierà il modo in cui entri in una stanza. Il modo in cui cominci una conversazione. Il modo in cui le persone ti guardano mentre parli. Smetterai di sentirti in difficoltà quando devi presentarti, proporre qualcosa, chiedere qualcosa di importante.
Le persone inizieranno a cercarti. A volersi raccontare con te. A voler fare cose insieme a te. Non perché avrai imparato una tecnica, ma perché sarai diventato qualcuno che fa stare bene chi ti sta vicino.
E in un mondo in cui si comunica tanto ma si dice poco, in cui le parole vengono usate per dividere invece che per costruire, saper usare la parola in modo vero e potente è una delle cose più rare e più preziose che puoi sviluppare.
Lorenzo il Magnifico lo sapeva. Enzo Ferrari lo ha dimostrato. Giordano Bruno lo aveva scritto quattrocento anni fa.
Le parole cambiano le cose. Le parole giuste, usate nel modo giusto, cambiano le persone. E le persone cambiate cambiano il mondo intorno a loro.
Questa giornata è il tuo punto di partenza.
Teatro Nazionale
Via dei Cimatori, 8, 50122 Firenze FI
Nel cuore del centro storico di Firenze, all’angolo tra via dei Cimatori e via dei Cerchi, a pochi passi dalla Casa di Dante, da Piazza della Signoria e da Palazzo Vecchio, sorge il Teatro Nazionale: un luogo stratificato, nato nel Trecento e trasformato nel corso dei secoli da riformatorio a ospedale, da Teatro della Quarconia a Teatro del Giglio, fino ad assumere la denominazione attuale.
Dopo oltre quarant’anni di abbandono, l’edificio torna oggi a essere parte integrante del tessuto urbano e culturale fiorentino grazie a un articolato intervento di recupero e valorizzazione.
In questa cornice, l'energia e la connessione tra i partecipanti creerà la magia di questo evento.
Non perderlo, vivilo con gli altri.
Ho basato tutta la mia vita sulla ricerca unendola all'intuito, all'esperienza e alle mie visualizzazioni, che mi hanno portato ad apprendere, conoscere e sviluppare quello che oggi mi permette di fare "fatti".
Mi occupo di Numerologia Antica, e sono un conoscitore di energie, di Ciclicità, di Simbologia nonché un artista e un istruttore di scuola guida.
La mia inarrestabile curiosità mi ha permesso di comprendere delle dinamiche inimmaginabili del corpo umano, ma soprattutto dell’anima, aiutando così moltissime persone a raggiungere i propri obiettivi.
Per molti sono conosciuto per essere il motivatore di importanti campioni dello sport.
In oltre 10 anni ho aiutato migliaia di anime e centinaia di campioni dello sport.
Alberto è una persona speciale, ti scava nel profondo dell'anima fino a far emergere il guerriero di luce che è in ciascuno di noi. Credo sia sulla strada giusta per essere un grande Maestro di Conoscenza, anche perchè ha un pregio notevole che è la Comunicazione. Sa sempre dove colpire, centra sempre l'obiettivo. Quindi ti presento un "Folle" da amare , vedrai ti farà sorridere: Alberto Ferrarini.
Angela Cocchinone
Finalmente un vero Ricercatore e Motivatore della vita terrena! L' unica persona al momento che io conosca che ha le risposte ai vari conflitti che ogni persona ha e subisce durante la propria vita. E per dare queste risposte utilizza i mezzi a sua disposizione come la numerologia, teoria del precedente, simbologia, legge "causa/effetto", ciclicità,.... Sempre alla ricerca delle soluzioni nella vita
Gabriella Pecoraro

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